Attività di mitigazione
Nelle attività di mitigazione dei cambiamenti climatici rientrano tutte le azioni volte alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) e alla diminuzione delle loro concentrazioni in atmosfera, attraverso interventi su produzione e consumo di energia, trasporti, uso del suolo, gestione dei rifiuti e processi produttivi.
Le politiche di mitigazione sono finalizzate al raggiungimento degli obiettivi climatici definiti a livello europeo, nazionale e locale.
Le attività degli enti locali per la mitigazione dei cambiamenti climatici
Gli enti locali possono fornire un contributo rilevante alla mitigazione dei cambiamenti climatici grazie alle competenze esercitate in settori chiave per le emissioni climalteranti, quali la mobilità, l’edilizia, la pianificazione urbana, la produzione ed il consumo di energia e la gestione dei rifiuti.
Le amministrazioni locali possono agire attraverso strumenti di pianificazione e regolamentazione, orientando le proprie scelte, ad esempio, nell’organizzazione dei sistemi di trasporto locale, nello sviluppo del tessuto urbano, nella definizione di standard energetici più efficienti e nella promozione dell’uso di fonti energetiche rinnovabili, in particolare per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni rilevanti.
Un ulteriore ambito di intervento riguarda le azioni dirette svolte dagli enti in qualità di consumatori, produttori e fornitori di beni e servizi, intervenendo sul patrimonio edilizio pubblico, sul parco mezzi del trasporto pubblico locale, sull’illuminazione stradale, sulla gestione del verde urbano e attraverso l’adozione di criteri ambientali negli appalti pubblici (Green Public Procurement – GPP).
Gli enti locali svolgono inoltre un ruolo fondamentale nella diffusione delle informazioni, nell’attuazione di programmi di educazione ambientale rivolti a studenti, professionisti e imprese, nella sensibilizzazione dei cittadini e nel promuovere la partecipazione attiva della comunità alle iniziative di mitigazione.
Affinché tali azioni settoriali producano risultati duraturi e strutturali, esse devono essere integrate in strategie coordinate, formalizzate nei Piani di Azione per l'Energia e il Clima (PAESC), redatti in coerenza con le Linee guida del Joint Research Centre (JRC) e con il Common Reporting Framework del Global Covenant of Mayors, che definiscono criteri metodologici comuni per la pianificazione, il monitoraggio e la rendicontazione delle politiche climatiche locali.
Gli strumenti di monitoraggio
La quantificazione dei risultati delle azioni di mitigazione rappresenta un elemento essenziale sia per la progettazione dei Piani per l’Energia e il Clima, sia per la valutazione del contributo delle iniziative locali al raggiungimento degli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni.
Il punto di partenza è la disponibilità di un inventario delle emissioni di gas a effetto serra a livello locale, redatto secondo metodologie riconosciute a livello internazionale. Le Linee guida del GCoM, basate sul Global Protocol for Community-Scale Greenhouse Gas Emission Inventories (GPC) e sulle linee guida IPCC, richiedono che gli inventari rispettino i principi di rilevanza, completezza, accuratezza e coerenza nel tempo.
A differenza degli inventari a scala nazionale, fondati su metodologie consolidate e serie storiche pluridecennali, a livello locale sono stati sviluppati nel tempo diversi approcci metodologici. Negli ultimi anni, grazie al lavoro del JRC e del GCoM, tali approcci stanno convergendo verso standard comuni che garantiscono la comparabilità tra territori e l’aggregabilità dei dati a scala nazionale ed europea.
Tra gli strumenti più rilevanti a supporto degli inventari locali, il database INEMAR (INventario EMissioni ARia) raccoglie i dati necessari alla stima delle emissioni a livello comunale per diversi inquinanti, per ciascuna attività della classificazione CORINAIR e per tipologia di combustibile. INEMAR è utilizzato per la realizzazione di inventari a scala locale in numerose regioni italiane.
Dal 2023 è inoltre operativo il portale World Emission, sviluppato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che utilizza dati provenienti dai satelliti del programma Copernicus e da altre agenzie internazionali (tra cui NASA e JAXA) per mappare le emissioni globali di gas serra e di inquinanti atmosferici. Queste informazioni costituiscono un complemento ai tradizionali inventari di tipo bottom-up e alle misurazioni a terra, contribuendo a migliorare la conoscenza spaziale e temporale delle emissioni.
I Piani d’Azione utilizzano gli inventari delle emissioni come base conoscitiva per individuare i settori maggiormente critici e per definire le azioni di riduzione. In questa fase è necessario stimare il potenziale di riduzione delle singole misure, valutandone la capacità di contribuire al raggiungimento degli obiettivi complessivi di mitigazione attraverso la costruzione di un bilancio delle emissioni, secondo le indicazioni metodologiche fornite dal JRC.
Per la rendicontazione e il monitoraggio degli impegni climatici degli enti locali, il carbonn Cities Climate Registry (cCR), sviluppato da ICLEI in collaborazione con UNEP, costituisce il meccanismo ufficiale di reporting del Global Covenant of Mayors for Climate & Energy (GCoM). Attraverso il Common Reporting Framework e la piattaforma MyCovenant, le città e gli enti locali possono comunicare obiettivi, azioni e risultati, garantendo trasparenza, responsabilità e confrontabilità.
Dal 2019, il sistema carbonn di ICLEI e la piattaforma di reporting di CDP sono stati integrati in un unico punto di accesso, semplificando il processo di condivisione dei dati e facilitando il monitoraggio dei progressi nella riduzione delle emissioni di gas serra e nel rafforzamento della resilienza ai cambiamenti climatici.
